La sinagoga del V secolo

La Sinagoga in una foto del 1972

L'edificio sinagogale di rilevanti dimensioni venne eretto nel centro della cittadina. A differenza delle case private, contraddistinte da nere pietre basaltiche, la sinagoga fu quasi interamente costruita con blocchi squadrati di pietra bianca calcarea, trasportati da cave situate a parecchi chilometri di distanza e il cui peso poteva raggiungere anche le quattro tonnellate.

Gli elementi decorativi (lintelli, cornici, capitelli) suscitano ancora oggi l'incanto dei visitatori. Non esagerava Edward Robinson quando scriveva che "per costo, lavoro e decorazione, l'edificio sorpassa ogni altra cosa da noi vista in Palestina". La sinagoga di Cafarnao rimane tuttora "uno dei posti più soddisfacenti da visitarsi", come affermava Albright.

Il parziale restauro della sinagoga, iniziato da padre Gaudenzio Orfali ofm nel 1922-1925 e continuato da padre Virgilio Corbo ofm a partire dal 1967, offre un'idea dello splendore originale del monumento.

La sinagoga si compone di quattro elementi:
A. la sala di preghiera;
B. il cortile orientale;
C. la balconata di sud;
D. una cameretta addossata contro l'angolo nord-ovest della sala di preghiera.

La sala di preghiera, la cui facciata guarda verso Gerusalemme, è a pianta rettangolare e misura 23 m di lunghezza e 17,28 m di larghezza.
Uno stilobate a forma di U, separa la grande navata centrale dalle ali est, ovest e nord. Due file di sedili in pietra sono addossati contro i muri periferici delle ali est ed ovest, mentre i muri dell'ala nord ne sono privi. Le pareti interne della sala di preghiera erano decorate con intonaco colorato e da stucchi.
Il punto focale della sala di preghiera verso cui era rivolta l'assemblea, si trovava nella parete interna di sud della navata centrale in direzione di Gerusalemme.
I rotoli della Legge, che venivano letti durante le riunioni religiose, erano conservati stabilmente in questo lato sud della navata centrale. Allo stadio primitivo della sinagoga, fu costruita su ciascun lato dell'ingresso principale un’edicola di cui si è conservata soltanto la piattaforma quadrata (2,90 m).
Edicole di questo genere sono state trovate anche in altre sinagoghe come a Sardi in Asia Minore. In una seconda fase, le due edicole furono abolite e sostituite da una struttura piu elegante che occupava nel fianco sud tutta la larghezza della navata centrale.

La sinagoga del V secolo

Capitello della sinagoga con raffigurata la Menorah

L'interpretazione della sala D contigua alla sala di preghiera, è piuttosto discorde. Questa camera annessa, fatta interamente di blocchi di basalto, appartiene certamente al periodo iniziale della sinagoga bianca. Essa comunicava con la sala di preghiera attraverso una porticina ancora in situ.
Un tempo gli esperti avevano suggerito che l'annessa sala fosse riservata all'Arca Santa, trasportata da qui verso il lato sud della navata centrale, durante il servizio religioso. Quest'interpretazione non sembra più sostenibile dopo la scoperta delle due edicole simmetriche su ciascun lato dell'entrata principale.
Le due scalinate esterne, parzialmente conservate contro i muri dell'annessa sala, sono generalmente interpretate come via d'accesso ad una galleria superiore riservata alle donne.
L'esistenza di questo matroneo rimane una questione aperta che forse potrà trovare soluzione dopo un'analisi completa di tutti gli elementi architettonici della sinagoga.
La sala di preghiera (A) comunicava direttamente con il cortile orientale (B) mediante la porta.

Il cortile era di forma trapezoidale; lo spazio centrale era circondato su tre lati da un portico. Tre porte aperte nel muro di nord e due nel muro sud, mettevano in comunicazione il cortile con l'esterno. Le tre grandi aperture del lato est, non sono porte bensì finestre, perché esse si trovano in una posizione molto alta rispetto al livello stradale.

Sulle lastre di pietra del pavimento sono ancora incisi i "giochi". Probabilmente vanno assegnati al periodo arabo quando la sinagoga era adibita ad altro uso. Infatti compaiono nella sala di preghiera e addirittura nei blocchi caduti dai muri della sinagoga. Lungo il lato sud della sala di preghiera e del cortile, si estendeva la balconata (C) con una scalinata all’estremità est ed ovest.
Una terza scalinata è stata identificata presso l'angolo nord-est del cortile.

Gli scavi interpretati da P.Corbo permettevano di tracciare la lunga storia della sinagoga bianca:
La data iniziale della sala di preghiera (A) e dell’annessa cameretta (D), va fissata nel tardo quarto secolo d. C.

  1. Il cortile orientale (B) venne aggiunto più tardi ed ultimato dopo la metà del quinto secolo; la balconata (C) venne ristrutturata nella medesima epoca.
  2. La sinagoga fu adibita al culto durante tutto il periodo bizantino, almeno fino al settimo secolo.
  3. Nel periodo medievale, molte pietre della sinagoga furono riutilizzate nelle abitazioni private e servirono anche per la fabbricazione della calce.


Riguardo alla data iniziale della sinagoga bianca, sia Wilson che padre Orfali, ritennero che i suoi resti fossero quelli della celebre sinagoga del primo secolo costruita dal centurione romano (Lc.7,5).
Altri studiosi seguirono piuttosto la teoria di Watzinger e datarono la sinagoga bianca fra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C..

Tutte queste teorie non sono più sostenibili. I dati archeologici infatti suggeriscono una datazione non anteriore alla metà del quinto secolo.


Queste conclusioni non accettate da tutti, si basano sul ritrovamento di migliaia di monete di epoca bizantina e sullo studio della ceramica proveniente da diversi contesti stratigrafici.

Approfondimenti: la sinagoga di I secolo


Storia e archeologia